Con i bambini ci siamo recati poco tempo fa a visitare l'Archeopark di Darfo Boario Terme.
In realtà il mini2 c'era già stato con la scuola: era stato talmente entusiasta dell'esperienza e dei laboratori fatti che aveva fatto dire al mini1 (che a sua volta era stato con noi e con la scuola al Parco della Preistoria dei dinosauri) che ci sarebbe voluto andare anche lui.
Ed era stata una promessa: ci andremo insieme.
Dato il lungo weekend e il fatto che, come sempre, all'ultimo minuto ci siamo trovati a non aver prenotato nulla per Venezia, l'originaria meta, abbiamo optato per gite in giornata, tempo permettendo. E una meta papabile era proprio l'Archeopark.
Premesso che uscendo dall'autostrada a Bergamo ci vuole una vita per arrivarci, la strada è lenta ma gradevole, essendo immersa nel verde e costeggiando a tratti il lago.
Una volta arrivati là abbiamo avuto la sorpresa che per loro non era un weekend lungo, quindi...niente attività per le famiglie, solo per le scuole.
Per fortuna nostra c'erano diverse classi in giro per il parco e abbiamo potuto accodarci a loro per le attività con guida, quando abbiamo desiderato farlo!
L'Archeopark apparentemente è piccolo, ma offre tanti ambienti diversi da vedere e scoprire, a spasso nella preistoria, e, se si seguono anche della attività guidate, la gita diventa lunga e vale la pena.
Si passa dal Paleolitico con le sue pitture rupestri riprodotte all'interno di una caverna naturale e con i suoi rifugi da popolazioni ancora nomadi sotto a tende di pelli animali, al Neolitico, con i suoi "villaggi" decisamente più avanzati, compatibili con una vita più sedentaria, con fattorie e addirittura un villaggio fortificato.
Nel bel mezzo del parco un laghetto che si può attraversare con due zattere a corda, oppure a bordo di piroghe a remi. Un'esperienza che consiglio, sebbene si debba fare molta attenzione a muoversi dolcemente e senza scatti per evitare il capovolgimento.
E le attività proposte ai gruppi, ma nei fine settimana anche alle famiglie, comprendono la macinatura a pietra di cereali e la cottura su pietra e fuoco di panini impastati con i cereali macinati e l'acqua; la battitura di rame per creare una ciotola; la riproduzione di disegni e segni preistorici tramite tecnica di frottage; laboratori di ceramica tiro con l'arco, ecc.
Ma anche l'uso di antichi trapani a mano e altri strumenti preistorici è illustrata e può essere sperimentata in prima persona con l'aiuto di animatori:
Una bella esperienza, e da non dimenticare, se il tempo lo permette (pioveva molto forte quando siamo ripartiti, ma anche nell'ultimo pezzo della nostra visita) che la Val Camonica è il luogo dove, in Italia, si trovano la maggior parte dei graffiti di epoca preistorica.
Ed è anche una location molto attraente in sè, anche se nelle nostre foto il cielo era grigio o bianco per via del maltempo:
Un blog nato un giorno per caso...un blog sulla lettura, le letture animate per bambini, per adulti, le performance e un po' di tutto e di più di ciò che ci incanta e ci stupisce.
Visualizzazione post con etichetta viaggi. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta viaggi. Mostra tutti i post
sabato 25 giugno 2016
venerdì 24 giugno 2016
The Floating Piers di Christo: camminare sulle acque del Sebino
Come ormai tutti nel mondo sanno, perchè l'hanno letto, l'hanno sentito alla radio, l'hanno visto in TV, per sedici giorni, dal 18 giugno al 3 luglio del 2016 (se il clima lo permette), il Lago d’Iseo viene reinventato: centomila metri quadrati di un tessuto giallo scintillante, che prende le tonalità arancioni del tramonto quando è bagnato dalle acque del lago, avvolgono un sistema modulare galleggiante di duecentoventimila cubi di polietilene ad alta densità, e dondolano al movimento delle onde, permettendo di “camminare sulle acque” del lago stesso.
I visitatori diventano parte dell’opera d’arte camminandovi sopra fin dalle strette e nascoste viuzze del paese di Sulzano, anch’esse parzialmente ricoperte dallo stesso tessuto, a Monte Isola, dove una parte dell’opera si trova sulla riva, sulla passeggiata a bordo lago, fino all’Isola di San Paolo, normalmente non accessibile, nemmeno con natanti, poichè proprietà privata della famiglia Beretta, ma oggi circondata dai Floating Piers e dal loro incantevole colore.
Un giallo che ricorda quello dei capelli della scomparsa Jeanne-Claude, compagna di vita di Christo, e che è un po’ il marchio di fabbrica della coppia di artisti.
Un giallo che contrasta violentemente con il blu intenso e il verde scuro dei boschi che accarezzano le montagne circostanti, e che rende ben visibili da lontano i Floating Piers, che possono essere osservati anche dai sentieri che conducono a Sulzano fra gli ulivi e i boschi, ma anche dalla alture di Monte Isola e dai monti su entrambe le sponde del lago.
Prospettive sempre diverse ma affascinanti, che rendono bene la grandiosità dell’opera che può essere altrimenti apprezzata solo camminandovi sopra e constatando di prima persona quanto sia immensa.
“Come tutti i nostri progetti, The Floating Piers sono gratuiti e accessibili ventiquattr’ore al giorno, tempo permettendo,” ha affermato Christo. “Non ci sono inaugurazioni, aperture, prenotazioni, proprietari. I The Floating Piers sono un’estensione della strada e appartengono a tutti”. Mentre tutti sanno che una passerella flottante lunga tre chilometri è stata posata negli scorsi mesi per permettere di attraversare a piedi le acque del lago d’Iseo da Sulzano a Monte Isola, da Monte Isola all’Isola di San Paolo, forse non tutti sanno che il tessuto giallo oro ricopre anche ben due chilometri e mezzo di strade pedonali a Sulzano e a Peschiera Maraglio. La passerella è larga sedici metri e alta circa trentacinque centimetri, i lati sono delicatamente digradanti verso l’acqua, per imitare le normali coste e spiagge esistenti. Cristo ha affermato che “Coloro che sperimenteranno la camminata sui The Floating Piers si sentiranno come se camminassero sull’acqua o forse sulla schiena di una balena. La luce e l’acqua trasformeranno il tessuto giallo brillante in sfumature di rosso e oro per tutti i sedici giorni”. Dati tecnici a parte, l’esperienza è unica e merita la fatica di viverla. Perchè di una fatica si tratta, ma anche l’attesa e il sole, il caldo e lo sforzo per raggiungere i Floating Piers fanno parte di un’esperienza artistica totalizzante. Perchè di uno sforzo si tratta: con i bambini abbiamo percorso un totale di 25 chilometri, partendo da Iseo e tornandovi a piedi, all'andata con una deviazione imprevista, al ritorno facendo la strada pianeggiante a bordo lago che prevedevamo di percorrere anche all'andata. L’imponente organizzazione fa sì che vi siano parcheggi, navette, treni frequentissimi, traghetti da diversi punti del lago, ma la gente è davvero tanta e bisogna armarsi di pazienza e prevedere lunghe code anche solo per prendere una navetta. Per chi ha una buona forma fisica e una buona resistenza agli forzi, consigliata la via pedonale. Che non è la via lacustre, quindi pianeggiante e semplice, ma, provenendo da Iseo, si viene dirottati verso un sentiero agreste, in forte pendenza all’inizio e con una pendenza minore successivamente. Ci si trova a superare gli ulivi, e in qualche punto all’ombra di grandi alberi, ma in generale il percorso è sotto il caldo sole di giugno. Ed è lungo, molto lungo. Ma ne vale la pena, perchè la vista che offre sull’opera di Christo è mozzafiato. La visuale si apre sull’intera opera: da Sulzano a Monte Isola, da Monte Isola all’Isola di San Paolo e ritorno (due tratti separati di Floating Piers). E lo spettacolo che si para agli occhi dei visitatori include anche le differenze cromatiche fra le acque in normale movimento e quelle invece racchiuse fra due rami di galleggianti, quasi ferme e di colore decisamente diverso. Una volta giunti a Sulzano, i visitatori sono accolti dai primi metri di tessuto giallo brillante e si devono mettere in coda per accedere alle “passerelle”. Il primo tratto di queste ultime è breve: fra Sulzano e Monte Isola il braccio di lago non è amplissimo, ma anche qui le passerelle offrono il primo sentore di cammino sulle acque, o sulla schiena della balena: ondeggiano, sebbene non in modo allarmante, e la sensazione è molto diversa da quella che si prova sulle classiche passerelle che portano agli imbarchi di piccoli natanti lacustri.
Dopo un cammino attraverso il centro di Peschiera Marasino, sempre accompagnati dal luminosissimo tessuto giallo,
si arriva ai due rami più lunghi dei Piers: quelli che conducono all’Isola di San Paolo. Sono anche meno affollati del primo, perciò offrono la possibilità di godere maggiormente dell’opera e di sentirsene parte. Il consiglio è quello di percorrerli a piedi nudi: si comprenderà così che in realtà i blocchi di polietilene ad alta densità non sono duri, ma danno la sensazione di qualcosa che si deforma sotto ai piedi, benchè ricoperti di tessuto.
Se la giornata è di pieno sole, si potrà godere del forte contrasto fra il blu del cielo, il verde-blu del lago, il verde dei boschi sui fianchi delle colline e delle infinite sfumature che assume questo tessuto cangiante: dal giallo all’oro, i particolare quando colpito in pieno dal sole, e dall’arancione al rosso, soprattutto nelle zone vicine all’acqua o dove è bagnato.
L’Isola di San Paolo, circondata dai The Floating Piers, offre un inganno visivo: sembra quasi che i Piers siano posati su terreno e invece la casa e le sue mura posano direttamente nell’acqua e i floating Piers sono solo vicinissimi alle mura: fra esse e i Piers una rete a protezione di cadute accidentali nell’acqua. Dall’Isola minore si può tornare a Monte Isola usando un altro Pier, per poi percorrere il sentiero a bordo lago anch’esso ricoperto di tessuto fino alla passerella che riporta a Sulzano da Monte Isola. Un’esperienza entusiasmante, che porta lo spettatore a calarsi nell’opera d’arte di Christo, a farne parte attiva, a renderla un’opera vivente.
Morale è un'esperienza che vi consiglio, se reggete il caldo. Purtroppo ora la chiusura notturna sarà forse permanente a causa della folla, composta, purtroppo, anche da maleducati, che non solo non riportano con sè la propria spazzatura (che cosa ci vorrà mai a riportarsi via una bottiglia di plastica vuota se si trovano tutti i cestini pieni? invece di inondare il paesino e l'isoletta di pattume?), ma, addirittura, portano con sè sulla passerella i cani lasciandovi i loro ricordini. E lo so che qui mi attirerò gli strali di molti amanti di cani, ma non mi importa: so che siete tutti bravissimi, che tutti raccogliete le loro deiezioni, ma allora perchè dobbiamo fare lo slalom sui marciapiedi per evitarle? e perchè le hanno trovate sui Floating Piers? Tutti tutti bravi? In ogni caso, sarà forse permanente la chiusura notturna: peccato perchè ci sarebbe piaciuto tornare a notte fonda, con la luna quasi piena a illuminare la scena, e attendervi l'alba dondolando sull'acqua.
Prospettive sempre diverse ma affascinanti, che rendono bene la grandiosità dell’opera che può essere altrimenti apprezzata solo camminandovi sopra e constatando di prima persona quanto sia immensa.
“Come tutti i nostri progetti, The Floating Piers sono gratuiti e accessibili ventiquattr’ore al giorno, tempo permettendo,” ha affermato Christo. “Non ci sono inaugurazioni, aperture, prenotazioni, proprietari. I The Floating Piers sono un’estensione della strada e appartengono a tutti”. Mentre tutti sanno che una passerella flottante lunga tre chilometri è stata posata negli scorsi mesi per permettere di attraversare a piedi le acque del lago d’Iseo da Sulzano a Monte Isola, da Monte Isola all’Isola di San Paolo, forse non tutti sanno che il tessuto giallo oro ricopre anche ben due chilometri e mezzo di strade pedonali a Sulzano e a Peschiera Maraglio. La passerella è larga sedici metri e alta circa trentacinque centimetri, i lati sono delicatamente digradanti verso l’acqua, per imitare le normali coste e spiagge esistenti. Cristo ha affermato che “Coloro che sperimenteranno la camminata sui The Floating Piers si sentiranno come se camminassero sull’acqua o forse sulla schiena di una balena. La luce e l’acqua trasformeranno il tessuto giallo brillante in sfumature di rosso e oro per tutti i sedici giorni”. Dati tecnici a parte, l’esperienza è unica e merita la fatica di viverla. Perchè di una fatica si tratta, ma anche l’attesa e il sole, il caldo e lo sforzo per raggiungere i Floating Piers fanno parte di un’esperienza artistica totalizzante. Perchè di uno sforzo si tratta: con i bambini abbiamo percorso un totale di 25 chilometri, partendo da Iseo e tornandovi a piedi, all'andata con una deviazione imprevista, al ritorno facendo la strada pianeggiante a bordo lago che prevedevamo di percorrere anche all'andata. L’imponente organizzazione fa sì che vi siano parcheggi, navette, treni frequentissimi, traghetti da diversi punti del lago, ma la gente è davvero tanta e bisogna armarsi di pazienza e prevedere lunghe code anche solo per prendere una navetta. Per chi ha una buona forma fisica e una buona resistenza agli forzi, consigliata la via pedonale. Che non è la via lacustre, quindi pianeggiante e semplice, ma, provenendo da Iseo, si viene dirottati verso un sentiero agreste, in forte pendenza all’inizio e con una pendenza minore successivamente. Ci si trova a superare gli ulivi, e in qualche punto all’ombra di grandi alberi, ma in generale il percorso è sotto il caldo sole di giugno. Ed è lungo, molto lungo. Ma ne vale la pena, perchè la vista che offre sull’opera di Christo è mozzafiato. La visuale si apre sull’intera opera: da Sulzano a Monte Isola, da Monte Isola all’Isola di San Paolo e ritorno (due tratti separati di Floating Piers). E lo spettacolo che si para agli occhi dei visitatori include anche le differenze cromatiche fra le acque in normale movimento e quelle invece racchiuse fra due rami di galleggianti, quasi ferme e di colore decisamente diverso. Una volta giunti a Sulzano, i visitatori sono accolti dai primi metri di tessuto giallo brillante e si devono mettere in coda per accedere alle “passerelle”. Il primo tratto di queste ultime è breve: fra Sulzano e Monte Isola il braccio di lago non è amplissimo, ma anche qui le passerelle offrono il primo sentore di cammino sulle acque, o sulla schiena della balena: ondeggiano, sebbene non in modo allarmante, e la sensazione è molto diversa da quella che si prova sulle classiche passerelle che portano agli imbarchi di piccoli natanti lacustri.
Dopo un cammino attraverso il centro di Peschiera Marasino, sempre accompagnati dal luminosissimo tessuto giallo,
si arriva ai due rami più lunghi dei Piers: quelli che conducono all’Isola di San Paolo. Sono anche meno affollati del primo, perciò offrono la possibilità di godere maggiormente dell’opera e di sentirsene parte. Il consiglio è quello di percorrerli a piedi nudi: si comprenderà così che in realtà i blocchi di polietilene ad alta densità non sono duri, ma danno la sensazione di qualcosa che si deforma sotto ai piedi, benchè ricoperti di tessuto.
Se la giornata è di pieno sole, si potrà godere del forte contrasto fra il blu del cielo, il verde-blu del lago, il verde dei boschi sui fianchi delle colline e delle infinite sfumature che assume questo tessuto cangiante: dal giallo all’oro, i particolare quando colpito in pieno dal sole, e dall’arancione al rosso, soprattutto nelle zone vicine all’acqua o dove è bagnato.
L’Isola di San Paolo, circondata dai The Floating Piers, offre un inganno visivo: sembra quasi che i Piers siano posati su terreno e invece la casa e le sue mura posano direttamente nell’acqua e i floating Piers sono solo vicinissimi alle mura: fra esse e i Piers una rete a protezione di cadute accidentali nell’acqua. Dall’Isola minore si può tornare a Monte Isola usando un altro Pier, per poi percorrere il sentiero a bordo lago anch’esso ricoperto di tessuto fino alla passerella che riporta a Sulzano da Monte Isola. Un’esperienza entusiasmante, che porta lo spettatore a calarsi nell’opera d’arte di Christo, a farne parte attiva, a renderla un’opera vivente.
Morale è un'esperienza che vi consiglio, se reggete il caldo. Purtroppo ora la chiusura notturna sarà forse permanente a causa della folla, composta, purtroppo, anche da maleducati, che non solo non riportano con sè la propria spazzatura (che cosa ci vorrà mai a riportarsi via una bottiglia di plastica vuota se si trovano tutti i cestini pieni? invece di inondare il paesino e l'isoletta di pattume?), ma, addirittura, portano con sè sulla passerella i cani lasciandovi i loro ricordini. E lo so che qui mi attirerò gli strali di molti amanti di cani, ma non mi importa: so che siete tutti bravissimi, che tutti raccogliete le loro deiezioni, ma allora perchè dobbiamo fare lo slalom sui marciapiedi per evitarle? e perchè le hanno trovate sui Floating Piers? Tutti tutti bravi? In ogni caso, sarà forse permanente la chiusura notturna: peccato perchè ci sarebbe piaciuto tornare a notte fonda, con la luna quasi piena a illuminare la scena, e attendervi l'alba dondolando sull'acqua.
martedì 20 agosto 2013
Luoghi Magici con i Bambini: i Castelli della Valle d'Aosta Parte 2 / Enchanted Places with Children: Castles in Valle d'Aosta Part 2
Continua dalla parte 1!
Following from part 1!
Sabato mattina ci siamo alzati presto per fare colazione tranquillamente all'hotel (davvero notevole) e poi siamo partiti velocemente e abbiamo deciso di andare, per prima cosa, data l'esperienza di attesa del giorno prima, a Bard, nonostante il fatto che Bard si trovi più verso casa degli altri due castelli che avevamo in mente di visitare. Ma essendo Bard uno dei più famosi, abbiamo deciso di andarvi per prima cosa: gli altri due si trovano a circa 10-15 km a nord, verso Aosta, ma volevamo essere sicuri di comprare i biglietti e poi di decidere, nel caso l'attesa fosse molto lunga, di tornare a visitare uno o due degli altri castelli durante l'attesa.
On Saturday we got up quite early, in order to have a peaceful breakfast at the hotel (very good indeed) and then left quickly and decided to go first, given the queuing experience of the previous day, to Bard, in spite of the fact that it is more towards home than the other two castles we had in mind. But being one of the most famous ones, we decided to go there first: the other two were about 10-15 km nearer Aosta, but we wanted to buy tickets and eventually decide, while waiting, to go back and visit the other two or one of the two while waiting.
E a Bard abbiamo avuto una vera sorpresa: tutte le mostre e i musei al forte di Bard, molti e diversissimi fra loro, aprono alle 11 del mattino, con solo un paio che aprono alle 10!!
Perciò abbiamo comprato i biglietti, eravamo i primi della coda, ma abbiamo comunque dovuto aspettare: prima che aprisse la biglietteria (alle 10) e poi l'apertura del museo (alle 11 a.m.)!!
La prima attesa è stata un po' noiosa perchè abbiamo dovuto rimanere lì e aspettare, per evitare di perdere la possibilità di entrare al primo orario disponibile se fossero arrivati molti visitatori...ma la seconda attesa è stata piacevole: abbiamo acquistato i biglietti (la biglietteria è in cima alla fortezza, nell'ultima parte del forte sulla cime dello sperone roccioso) e poi siamo scesi lentamente verso il livello al quale si trova il museo che avevamo deciso di visitare. E, così facendo, abbiamo potuto ammirare il meraviglioso panorama e leggere tutti i cartelli informativi sulle varie parti e funzioni del forte.
We had a real surprise: Bard Fortress exhibits and museums, many different ones, all open at 11 a.m., apart from a couple opening at 10 a.m.!!!
So we got the tickets, we were the first in line, but we had to wait first for the opening of the ticket office (10 a.m.) and then for the opening of the museum! (11 a.m.). the first part of waiting was a bit boring, because we had to stay there and wait, just in case too many people arrived and we lost the tour...but the second part was nice: we bought the tickets (the ticket office is on top, the last piece of the fortress on top of the rock) and then slowly descended to get to the level where the museum we wanted to see was. And doing so we could admire the entire panorama, which is marvellous, and read the signposts about the history and functions of the fortress.
Come si vede dal collage di foto, ci sono tre ascensori panoramici come quello rosso e cristallo, e uno verticale che portano alla parte più elevata della fortezza, se non si desidera camminare in salita a lungo.
Una volta arrivati su, si possono o comprare i biglietti per le varie mostre, oppure camminare in discesa.
La fortezza è del 19° secolo, epoca in cui fu ricostruita sulle rovine di precedenti fortificazioni, per prevenire un eventuale invasione francese dalle Alpi valdostane. E' in posizione strategica che all'epoca dominava la sola strada di comunicazione della valle e con vari livelli di artiglieria.
Come ho scritto prima, abbiamo camminato in discesa per raggiungere il livello dove si trova il museo che desideravamo visitare: "Le Alpi dei ragazzi": un'esperienza di arrampicata sul Monte Bianco fino alla vetta, dove imparano cose utili da sapere in montagna, anche se non scaleranno mai il Monte Bianco: come riconoscere le nuvole "buone", che cosa può scatenare slavine, ecc.
As you can see from the collage of photos, there are three panoramic lifts (the red and crystal one) and one vertical lift taking you to the upper site, if you don't wish to walk all the way uphill. Once you get there you can either buy tickets for the various exhibits, or walk downhill.
The fortress dates back to the XIX Century, when it was rebuilt on the ruins of previous ones, to prevent the French from coming to Italy through the Alps. It is on a strategic rock that at the time dominated the only way of access to the valley, and with various levels of artillery.
As I mentioned before, we walked downhill to get to the level where the museum "The Children's Alps Museum" is: an experience of climbing to the top of the Mont Blanc for children. There they learn something, lead by a yeti and through interactive monitors, that can be useful even if they don't climb the Mont Blanc, but if they simply walk in the mountains: how to recognize good clouds, what types of events can cause an avalanche, etc.
Ci vuole circa un'ora per completare il percorso. Abbiamo poi deciso di non visitare altre mostre a Bard (sono in prevalenza mostre fotografiche, che, sebbene molto interessanti per noi, avrebbero potuto essere più noiose per i bimbi, specialmente se stanchi), siamo scesi al borgo medievale di bard e ci abbiamo fatto una bella passeggiata
It takes about one hour to complete the visit.
We chose not to visit any other (they're mainly photography exhibits, although very interesting for us, maybe a bit boring for the children, especially if they're tired), we got down to the medieval center of Bard, walked through it
e poi ci siamo diretti a nord verso Verrés
.
and then headed north towards Verrés.
A Verrés ci siamo fermati per un pranzo veloce e poi ci siamo inerpicati fino al forte. Che è diverso, molto diverso dal Castello di Fénis, nonostante sia stato costruito dalla famiglia Challans come l'altro: è realmente una fortezza difensiva, con muri perimetrali di uno spessore di 2,6 metri, circa il doppio dei normali muri difenzivi dell'epoca. Per raggiungerlo abbiamo attraversato un ponte che oggi è di pietra e fisso, una volta era levatoio. Ma non ci è sfuggito il piccolo ponte levatoio pedonale laterale: abbiamo chiesto lumi e ci è stato detto che è un ponte originale del 16° secolo!
There we stopped for a quick lunch and then climbed up to the Fort.
Which is different, in spite of being a Challans family fort, from the castle in Fenis: it's really a defensive building, with perimeter walls as thick as 2,60mt.!
We crossed the now stone bridge that used to be a drawbridge, and we didn't miss the fact that there is a tiny pedestrian drawbridge to the left: we asked and were told that it's an original drawbridge dating back to the XVI century!
Anche qui abbiamo dovuto aspettare un pochino per poter entrare, sempre perchè le visite sono solo guidate e per piccoli gruppi. La guida era molto competente ma non così amichevole e disponibile con i bambini come quella di Fénis, perciò la visita è stata complessivamente meno "divertente". Di Verrés si conosce molto poco: gli archivi della famiglia Challans devono essere andati parzialmente distrutti, perchè i nomi dei progettisti e degli esecutori dei lavori non sono conosciuti e la sua storia è praticamente scomparsa. Anche questo forte fu abbandonato per un paio di secoli, ma, essendo molto difficile da raggiungere, su un costone roccioso, ed essendo le condizioni di vita al suo interno molto dure, a causa dellì'umidità e del freddo dovuti anche allo spessore dei muri, e al fatto di essere costruito su pura roccia, della quale se ne vede affiorare una parte nel pavimento della sala da pranzo dell'esercito al pian terreno, nessuno lo occupò con bestiame e fieno. Perciò il tetto collassò e anche parte dei pavimenti dei piani superiori.
We had to wait a little bit also there, always because the tours are only guided ones and in small groups. The guide was very competent but not as friendly as the ones in Fénis, I must say.
About Verrés very little is known: the archives must have been partially destroyed, because the names of those who designed it and built it and its history have disappeared. It was as well abandoned for a couple of centuries, but being very difficult to reach, on a spur of a very high rock, and very harsh to live in, being very humid and cold, due to the thickness of the walls and to the fact of being built on pure rock, of which one can see a part surfacing from the floor in the army living room on the ground floor., nobody got hold of it for cattle or hay.
Therefore the roof collapsed and part of the upper levels floors, too.
Anche questo forte fu oggetto di restauri negli anni Trenta e mantiene la struttura originale e le favolose scale interne sono tutte originali e non sono mai state ritoccate. C'è un'enorme cisterna per la riserva d'acqua al centro del cortile interno (che è scoperto come a Fénis) e, non avendo il forte fondamenta o cantine, uno dei suoi misteri è da dove defluisca l'acqua in eccesso. Perfino durante le fortissime piogge che causarono gravi inondazioni del 2000 (le inondazioni naturalmente non interessarono il forte, data la sua posizione), il forte non ebbe alcun problema a smaltire l'acqua che sicuramente aveva riempito eccessivamente la cisterna: la si vedeva defluire da un lato del forte senza che al suo interno vi fosse traccia di allagamento: il pozzo deve aver avuto un sistema di incanalamento dell'acqua verso l'esterno del forte, sistema di cui non si sa nulla.
It was again restored in the Thirties and keeps its original structure and the fabulous stairs inside are original and never touched. There's a massive water cistern in the middle of the courtyard and, the fort not having any foundations or cellars, it's still a mystery what is the way the water goes through when there is too much in the well. During the 2000 terrible rainfalls and the following flooding (the last of course didn't interest the fort due to its position), the fort had no problem whatsoever with excessive water: the well must have a system of channeling the water outside the fort, where water could be seen flowing out).
Inoltre, al primo piano i bambini saranno sorpresi allo scoprire che gli appartamenti privati dei signori del castello avevano ben due, sì, due, bagni privati!!! già nel 13° secolo! E la cucina aveva 3 enormi, davvero enormi, camini, e un doppio forno a muro: 4 armadi a mjuro con spessi sportelli di legno collocati fra due camini e destinati a scaldare le vivande (e questo era un sistema tipico dei paesi del nord, il che dimostra che dovevano avere qualcuno che arrivava da paesi nordici fra i progettisti del castello). Mentre nella cucina dei soldati al piano inferiore c'è una nicchia nel muro trasformata in quello che sembra essere un antenato del frigorifero. Molte altre piccole sorprese terranno alta l'attenzione dei bimbi.
Plus, on the first floor the children will be surprised by the fact that the private apartments of the lords of the castle had two, yes, I said two, private toilets!!! Already in the XIII Century! And the kitchen had 3 huge, really huge, fireplaces and a wall-double-oven system: 4 wall cabinets with a thick wooden door that served as an ancient microwave oven to heat food! (and this was typical of northern Europe, which shows that they must have had someone coming from northern countries while designing the castle). While in the army's kitchen on the lower level there's a wall niche transformed in what seems to be the ancestor of the fridge.
And many other little surprises that will keep children's attention awake.
Al termine della visita abbiamo percorso la discesa verso la nostra auto e abbiamo dovuto decidere: visitare un altro castello, a Issogne, o andare a casa? Uno dei due elfi ha votato per il castello di Issogne, l'altro era troppo stanco e avrebbe preferito tornare a casa. Abbiamo infine deciso di evitare il terzo castello del giorno perchè era davvero troppo stanco e ci siamo solo fermati in un vicino negozio ad Arnad per comprare il locale e famoso lardo di Arnad, non dimenticatevi edi provarlo! Lo abbiamo comprato e siamo ripartiti per tornare a casa in vista della nostra cena a base di crepes.
E una buona notte dopo un paio di giorni meravigliosi trascorsi in Valle d'Aosta.
When we finished the visit, we walked downhill and had to decide: shall we visit the near Issogne Castle or shall we go home? One of the elves voted for the castle, the other was too tired. We decided to avoid the third castle in the day, because he was really tired and stopped at a nearby shop in Arnad to buy the local and famous lardo di Arnad (don't forget to try it!) and took it back home for our evening dinner based on Crepes!
And good night after a wonderful and intense couple of days out!
Following from part 1!
Sabato mattina ci siamo alzati presto per fare colazione tranquillamente all'hotel (davvero notevole) e poi siamo partiti velocemente e abbiamo deciso di andare, per prima cosa, data l'esperienza di attesa del giorno prima, a Bard, nonostante il fatto che Bard si trovi più verso casa degli altri due castelli che avevamo in mente di visitare. Ma essendo Bard uno dei più famosi, abbiamo deciso di andarvi per prima cosa: gli altri due si trovano a circa 10-15 km a nord, verso Aosta, ma volevamo essere sicuri di comprare i biglietti e poi di decidere, nel caso l'attesa fosse molto lunga, di tornare a visitare uno o due degli altri castelli durante l'attesa.
On Saturday we got up quite early, in order to have a peaceful breakfast at the hotel (very good indeed) and then left quickly and decided to go first, given the queuing experience of the previous day, to Bard, in spite of the fact that it is more towards home than the other two castles we had in mind. But being one of the most famous ones, we decided to go there first: the other two were about 10-15 km nearer Aosta, but we wanted to buy tickets and eventually decide, while waiting, to go back and visit the other two or one of the two while waiting.
E a Bard abbiamo avuto una vera sorpresa: tutte le mostre e i musei al forte di Bard, molti e diversissimi fra loro, aprono alle 11 del mattino, con solo un paio che aprono alle 10!!
Perciò abbiamo comprato i biglietti, eravamo i primi della coda, ma abbiamo comunque dovuto aspettare: prima che aprisse la biglietteria (alle 10) e poi l'apertura del museo (alle 11 a.m.)!!
La prima attesa è stata un po' noiosa perchè abbiamo dovuto rimanere lì e aspettare, per evitare di perdere la possibilità di entrare al primo orario disponibile se fossero arrivati molti visitatori...ma la seconda attesa è stata piacevole: abbiamo acquistato i biglietti (la biglietteria è in cima alla fortezza, nell'ultima parte del forte sulla cime dello sperone roccioso) e poi siamo scesi lentamente verso il livello al quale si trova il museo che avevamo deciso di visitare. E, così facendo, abbiamo potuto ammirare il meraviglioso panorama e leggere tutti i cartelli informativi sulle varie parti e funzioni del forte.
We had a real surprise: Bard Fortress exhibits and museums, many different ones, all open at 11 a.m., apart from a couple opening at 10 a.m.!!!
So we got the tickets, we were the first in line, but we had to wait first for the opening of the ticket office (10 a.m.) and then for the opening of the museum! (11 a.m.). the first part of waiting was a bit boring, because we had to stay there and wait, just in case too many people arrived and we lost the tour...but the second part was nice: we bought the tickets (the ticket office is on top, the last piece of the fortress on top of the rock) and then slowly descended to get to the level where the museum we wanted to see was. And doing so we could admire the entire panorama, which is marvellous, and read the signposts about the history and functions of the fortress.
Come si vede dal collage di foto, ci sono tre ascensori panoramici come quello rosso e cristallo, e uno verticale che portano alla parte più elevata della fortezza, se non si desidera camminare in salita a lungo.
Una volta arrivati su, si possono o comprare i biglietti per le varie mostre, oppure camminare in discesa.
La fortezza è del 19° secolo, epoca in cui fu ricostruita sulle rovine di precedenti fortificazioni, per prevenire un eventuale invasione francese dalle Alpi valdostane. E' in posizione strategica che all'epoca dominava la sola strada di comunicazione della valle e con vari livelli di artiglieria.
Come ho scritto prima, abbiamo camminato in discesa per raggiungere il livello dove si trova il museo che desideravamo visitare: "Le Alpi dei ragazzi": un'esperienza di arrampicata sul Monte Bianco fino alla vetta, dove imparano cose utili da sapere in montagna, anche se non scaleranno mai il Monte Bianco: come riconoscere le nuvole "buone", che cosa può scatenare slavine, ecc.
As you can see from the collage of photos, there are three panoramic lifts (the red and crystal one) and one vertical lift taking you to the upper site, if you don't wish to walk all the way uphill. Once you get there you can either buy tickets for the various exhibits, or walk downhill.
The fortress dates back to the XIX Century, when it was rebuilt on the ruins of previous ones, to prevent the French from coming to Italy through the Alps. It is on a strategic rock that at the time dominated the only way of access to the valley, and with various levels of artillery.
As I mentioned before, we walked downhill to get to the level where the museum "The Children's Alps Museum" is: an experience of climbing to the top of the Mont Blanc for children. There they learn something, lead by a yeti and through interactive monitors, that can be useful even if they don't climb the Mont Blanc, but if they simply walk in the mountains: how to recognize good clouds, what types of events can cause an avalanche, etc.
Ci vuole circa un'ora per completare il percorso. Abbiamo poi deciso di non visitare altre mostre a Bard (sono in prevalenza mostre fotografiche, che, sebbene molto interessanti per noi, avrebbero potuto essere più noiose per i bimbi, specialmente se stanchi), siamo scesi al borgo medievale di bard e ci abbiamo fatto una bella passeggiata
It takes about one hour to complete the visit.
We chose not to visit any other (they're mainly photography exhibits, although very interesting for us, maybe a bit boring for the children, especially if they're tired), we got down to the medieval center of Bard, walked through it
e poi ci siamo diretti a nord verso Verrés
.
and then headed north towards Verrés.
A Verrés ci siamo fermati per un pranzo veloce e poi ci siamo inerpicati fino al forte. Che è diverso, molto diverso dal Castello di Fénis, nonostante sia stato costruito dalla famiglia Challans come l'altro: è realmente una fortezza difensiva, con muri perimetrali di uno spessore di 2,6 metri, circa il doppio dei normali muri difenzivi dell'epoca. Per raggiungerlo abbiamo attraversato un ponte che oggi è di pietra e fisso, una volta era levatoio. Ma non ci è sfuggito il piccolo ponte levatoio pedonale laterale: abbiamo chiesto lumi e ci è stato detto che è un ponte originale del 16° secolo!
There we stopped for a quick lunch and then climbed up to the Fort.
Which is different, in spite of being a Challans family fort, from the castle in Fenis: it's really a defensive building, with perimeter walls as thick as 2,60mt.!
We crossed the now stone bridge that used to be a drawbridge, and we didn't miss the fact that there is a tiny pedestrian drawbridge to the left: we asked and were told that it's an original drawbridge dating back to the XVI century!
Anche qui abbiamo dovuto aspettare un pochino per poter entrare, sempre perchè le visite sono solo guidate e per piccoli gruppi. La guida era molto competente ma non così amichevole e disponibile con i bambini come quella di Fénis, perciò la visita è stata complessivamente meno "divertente". Di Verrés si conosce molto poco: gli archivi della famiglia Challans devono essere andati parzialmente distrutti, perchè i nomi dei progettisti e degli esecutori dei lavori non sono conosciuti e la sua storia è praticamente scomparsa. Anche questo forte fu abbandonato per un paio di secoli, ma, essendo molto difficile da raggiungere, su un costone roccioso, ed essendo le condizioni di vita al suo interno molto dure, a causa dellì'umidità e del freddo dovuti anche allo spessore dei muri, e al fatto di essere costruito su pura roccia, della quale se ne vede affiorare una parte nel pavimento della sala da pranzo dell'esercito al pian terreno, nessuno lo occupò con bestiame e fieno. Perciò il tetto collassò e anche parte dei pavimenti dei piani superiori.
We had to wait a little bit also there, always because the tours are only guided ones and in small groups. The guide was very competent but not as friendly as the ones in Fénis, I must say.
About Verrés very little is known: the archives must have been partially destroyed, because the names of those who designed it and built it and its history have disappeared. It was as well abandoned for a couple of centuries, but being very difficult to reach, on a spur of a very high rock, and very harsh to live in, being very humid and cold, due to the thickness of the walls and to the fact of being built on pure rock, of which one can see a part surfacing from the floor in the army living room on the ground floor., nobody got hold of it for cattle or hay.
Therefore the roof collapsed and part of the upper levels floors, too.
Anche questo forte fu oggetto di restauri negli anni Trenta e mantiene la struttura originale e le favolose scale interne sono tutte originali e non sono mai state ritoccate. C'è un'enorme cisterna per la riserva d'acqua al centro del cortile interno (che è scoperto come a Fénis) e, non avendo il forte fondamenta o cantine, uno dei suoi misteri è da dove defluisca l'acqua in eccesso. Perfino durante le fortissime piogge che causarono gravi inondazioni del 2000 (le inondazioni naturalmente non interessarono il forte, data la sua posizione), il forte non ebbe alcun problema a smaltire l'acqua che sicuramente aveva riempito eccessivamente la cisterna: la si vedeva defluire da un lato del forte senza che al suo interno vi fosse traccia di allagamento: il pozzo deve aver avuto un sistema di incanalamento dell'acqua verso l'esterno del forte, sistema di cui non si sa nulla.
It was again restored in the Thirties and keeps its original structure and the fabulous stairs inside are original and never touched. There's a massive water cistern in the middle of the courtyard and, the fort not having any foundations or cellars, it's still a mystery what is the way the water goes through when there is too much in the well. During the 2000 terrible rainfalls and the following flooding (the last of course didn't interest the fort due to its position), the fort had no problem whatsoever with excessive water: the well must have a system of channeling the water outside the fort, where water could be seen flowing out).
Inoltre, al primo piano i bambini saranno sorpresi allo scoprire che gli appartamenti privati dei signori del castello avevano ben due, sì, due, bagni privati!!! già nel 13° secolo! E la cucina aveva 3 enormi, davvero enormi, camini, e un doppio forno a muro: 4 armadi a mjuro con spessi sportelli di legno collocati fra due camini e destinati a scaldare le vivande (e questo era un sistema tipico dei paesi del nord, il che dimostra che dovevano avere qualcuno che arrivava da paesi nordici fra i progettisti del castello). Mentre nella cucina dei soldati al piano inferiore c'è una nicchia nel muro trasformata in quello che sembra essere un antenato del frigorifero. Molte altre piccole sorprese terranno alta l'attenzione dei bimbi.
Plus, on the first floor the children will be surprised by the fact that the private apartments of the lords of the castle had two, yes, I said two, private toilets!!! Already in the XIII Century! And the kitchen had 3 huge, really huge, fireplaces and a wall-double-oven system: 4 wall cabinets with a thick wooden door that served as an ancient microwave oven to heat food! (and this was typical of northern Europe, which shows that they must have had someone coming from northern countries while designing the castle). While in the army's kitchen on the lower level there's a wall niche transformed in what seems to be the ancestor of the fridge.
And many other little surprises that will keep children's attention awake.
Al termine della visita abbiamo percorso la discesa verso la nostra auto e abbiamo dovuto decidere: visitare un altro castello, a Issogne, o andare a casa? Uno dei due elfi ha votato per il castello di Issogne, l'altro era troppo stanco e avrebbe preferito tornare a casa. Abbiamo infine deciso di evitare il terzo castello del giorno perchè era davvero troppo stanco e ci siamo solo fermati in un vicino negozio ad Arnad per comprare il locale e famoso lardo di Arnad, non dimenticatevi edi provarlo! Lo abbiamo comprato e siamo ripartiti per tornare a casa in vista della nostra cena a base di crepes.
E una buona notte dopo un paio di giorni meravigliosi trascorsi in Valle d'Aosta.
When we finished the visit, we walked downhill and had to decide: shall we visit the near Issogne Castle or shall we go home? One of the elves voted for the castle, the other was too tired. We decided to avoid the third castle in the day, because he was really tired and stopped at a nearby shop in Arnad to buy the local and famous lardo di Arnad (don't forget to try it!) and took it back home for our evening dinner based on Crepes!
And good night after a wonderful and intense couple of days out!
lunedì 19 agosto 2013
Luoghi Magici con i Bambini: i Castelli della Valle d'Aosta / Enchanted Places with Children: Castles in Valle d'Aosta
![]() | |
| Arco Augusteo |
Abbiamo scelto su un sito Internet un hotel a due sole stelle ma molto promettente a Nus per ovviare a eventuali stanchezze e mal tempo (anche se le previsioni erano ottime): piscina interna ed esterna, bagno turco e colazione inclusi a una cifra più che ragionevole.
We've gone on a two days break with our two little elves and we've been to Valle d'Aosta, meaning to visit some of the many and famous castles of the Region.
We chose before leaving a two star but very promising hotel in Nus, to have a pleasant rest in case of being very very tired and bad weather (even if the forecast was splendid): inner and outer pool, hammam and inclusive of breakfast at a very reasonable price.
Il primo giorno abbiamo guidato diretti fino ad Aosta, e molto velocemente: le strade e autostrade erano praticamente deserte, non abbiamo trovato proprio traffico! PErciò siamo riusciti ad arrivare relativamente presto e abbiamo iniziato con una visita alla città: dal ponte Romano alla Porta PRetoria e oltre, fino al Municipio .
I bamibini erano affascinati dall'idea che così lontani da Roma ci è stato dato il benvenuto dall'Arco Augusteo, vecchio di duemila anni, e poi dalle tante e piccole casette affacciate sulla via pedonale che, ai tempi dei romani, era ancora campagna, fino alla Porta Pretoria (Augusta Pretoria, la città romana).
On day one we drove all the way to Aosta very quickly: the roads and the motorways were desert, we had no traffic at all! So we got there early and started visiting the town: from the Roman bridge to the Porta Pretoria and beyond, to the Town Hall.
The children were fascinated by the idea that so far from Rome they were welcomed by the Arch called Arch of Caesar Augustus, then by the many beautiful and tiny houses looking onto the main pedestrian road, which, at the time of the Romans was still countryside up to the Porta Praetoria (Augusta Paraetoria, la città romana , sorry but the link is in Italian or French only...)
Abbiamo camminato lungo la Via del Bhutier e siamo arrivati, con una svolta a destra, alla Chiesa dei Santi Pietro e Orso, con l'imponente torre di fronte alla chiesa e al chiostro stessi. E un monumentale tiglio di 500 anni di fronte alla torre! E, oltre il tiglio, i resti di una chiesa Paleocristian, a ingresso libero, come la maggior parte dei resti romani di Aosta.
La Chiesa e il chiostro valgono una visita. Sotto la chiesa c'è una tipica cripta con un altare in pietra: le guide normalmente non lo raccontano, ma c'è una leggenda locale che dice che se si esprime un desiderio gattonando sotto l'altare, passando nel buco scavato in esso e usciendo dall'altro lato, e poi si dice una preghiera, il desiderio verrà esaudito.
We walked along the Via del Bhutier and got to the Church of Saints Peter and Orso with the imposing tower in front of the church and cloister itself.
And a monumental 500-year-old lime (linden) tree in front of the tower!
And beyond that, the remains of a Paleochristian church, visible with a free entrance, as most of the Roman monuments in Aosta.
The church and the Cloister are well worth a visit. Under the church there's a typical crypt with a stone altar: the guides usually don't tell you that, but a local legend tells that if you express a desire crawling under the stone altar, through the hole in it, coming out on the other side, and then say a prayer, the desire will come true.
Il chiostro ha numerosissime colonnine medioevali, ognuna di esse con un capitello scolpito diverso dagli altri: provate a fare una caccia al tesoro con i bambini, chiedendo loro di identificare quelli che raffigurano animali (per esempio i cammelli) o umani, o qualsiasi cosa vi venga in mente di cercare. Questo renderà la visita ancora più affascinante.
The Cloister has medieval pillars each one of them with a different sculpted capital: try a treasure hunt with the children, asking them to identify those containing animals (e.g. camels) or humans, or whatever you come up with. This will make the visit even more fascinating for them.
Dopo esserci seduti sulle panchine di pietra ai piedi dell'antico tiglio per pranzare, abbiamo visitato la chiesa paleocristiana, poi abbiamo lasciato questa zona per tornare sulla Via del Bhutier e attraversare Porta Pretoria per visitare i resti del Teatro Romano (bello, bellissimo, e varrebbe la pena di pagarci un biglietto, anche minimo, se ce ne fosse uno da pagare per contribuire ai lavori di mantenimento e restauro).
Siamo poi di nuovo tornati sulla via principale (sempre area pedonale) e abbiamo camminato fino alla cattedrale, che non si trova sul corso principale ma in una via laterale, e non siamo riusciti a visitarla perchè era chiusa per l'ora di pranzo, essendo circa le 13. La Cattedrale si affaccia su un criptoportico romano a libero accesso, ancora una volta, che era un foro romano importante.
After sitting on the stone benches under the ancient tree to have lunch, we visited the paleochristian church, then left this area to head back to Via del Bhutier and cross the Porta Praetoria and see the remains of the Roman Theatre (beautiful, beautiful and worth paying a ticket, if there was one to pay...to support the maintenance works)
We got back on track on the main road (always in the pedestrian precinct) and walked to the Cathedral, which is, by the way, again on a side road, and looks onto a Cryptoporticus of Roman origins,Cathedral that we couldn't visit, being after 1 p.m. and being the church closed for lunchtime.
![]() | |
| Augustus Arch, Porta Praetoria, Roman Theatre. Arco di Augusto, Porta Pretoria, Teatro Romano. |
A questo punto ci siamo rimessi in auto e abbiamo guidato verso Nus, tornando indietro, cioè, e abbiamo rpeso possesso della stanza di hotel che avevamo prenotato, per poi andare a nuotare. Per prima gli elfi hanno provato la piscina esterna: nonostante tutto il sole e i 25°, l'acqua era fredda, quasi gelata, perciò sono scappati fuori e siamo andati alla piscina interna, dove siamo rimasti per un'ora e mezza a rilassarci, giocare e nuotare. E la piscina interna ha un soffitto parzialmente coperto da un cielo di fibre ottiche, che la rendevano mirabolante agli occhi dei bambini: con le luci che cambiavano sempre colore e con la forma delle lucine delle fibre ottiche, per loro era una fascinazione continua.
After all the walking and visiting, and with all the sun (in spite of the good temperature, 25°C, the sun at this altitude and near the mountains really is sort of cooking!), the little elves showed some tiredness, therefore we headed back towards the Augustus Arch and beyond, to see the Roman Bridge, which since the year 1000 more or less isn't anymore on water, because of a flooding of the river that left its originbary seat to move a few mteres away, where it flows nowadays. We then took the car and drove back to Nus and took possession of the hotel room, going for a swim. At first they tried the outer pool: with all the sun shining and the 25°C, the water was cold, really freezing cold, so they opted for the inner pool, where we spent about one and a half hour, relaxing, playing, swimming. And the inner pool, by the way, had partially a ceiling of fiber optics lights, that made it so astonishing for the children: colors kept changing and the fiber optics are by themselves a different sort of thing...
Dopo la pausa salutare e divertente, e dopo aver fatto merenda con la frutta, abbiamo "attraversato la strada" per andare al castello di Fénis.
Lì abbiamo avuto un po' una sorpresa: eravamo stati troppo ottimisti a non andarci subito per comprare i biglietti, prima della pausa relax: erano le 17 e abbiamo dovuto aspettare l'ingresso delle 18,15 per entrare!
Ma c'è una ragione: in agosto l'Italia è davverpo in vacanza e fra turisti italiani e stranieri tutti i posti turistici sono di solito pieni, in più possono entrare solo gruppi di 25 persone al massimo e con visita guidata. PErciò preparatevi in anticipo: o prenotate e pagate on line indicando la precisa data e ora della visita prescelta, o dovrete aspettare...
In ogni caso abbiamo passato l'ora di attesa camminando fra i verdi campi circostanti e ammirando da diverse angolazioni il castello.
After this healthy and funny break, and after having some fruit as a snack, we "crossed the road" and went to the Fénis Castle.
There we had a bit of a surprise: we had been too optimistic not going immediately and buying the tickets for the afternoon: it was 5 p.m. and we had to wait until 6.15 p.m. to enter! But there's a reason: in August Italy is really on holiday, therefore all touristic places are usually full, plus they allow only groups of 25 people maximum inside and on guided tours. So be prepared: either you book and pay online in advance for an established hour, or you'll have to wait...
Anyway, we spent the time walking through grass meadows, beautifully green, and then got back on time to enter the castle.
![]() |
| Castello di Fenis. Fenis Castle |
As we got inside we were warned: nothing in the castle is original but the walls, interior and exterior, and all that has to do with stone: because the castle, built by the Challans family around the XIII century, was abandoned for about 200 years, until the XX century, and at that time it was used by peasants to store hay, animals and the like. And all the furniture was lost. During the thirties the government restored it and wanted to build a museum of the Valle d'Aosta ancient furniture, but the furniture inside, in spite of being really ancient, is from Piedmont.
Anche se dovettero rifare il tetto, e nonostante sia "vuoto", il castello è meraviglioso: ha molti ed enormi camini, uno dei quali, nel piano della servitù al pianterreno, ha una cappa alta 18 metri. Era enorme e veniva utilizzato per affumicare la carne (l'unioco modo per conservarla all'epoca in questa zona) e il calore e il fumo prodotti erano utilizzati, tramite quell'immensa cappa, per riscaldare i muri del piano nobile.Inoltre il cortile interno è stupendo: ha ancora tutti gli affreschi murali del 14° secolo, molto ben conservati nonostante il cortile sia all'aperto: il tetto corre lungo il perimetro quadrato del castello ma ha unìapertura centrale, lasciando appunto scoperto il cortile, perciò neve, pioggia, sole, tutto avrebbe potuto compromettere gli affreschi, ma sono ancora in ottime condizioni.
Even if they had to redo the roof, and in spite of being "empty", the castle is wonderful: it has plenty of huge fireplaces, one of which, in the servants' quarters on the ground floor, has a 18 meter high chimney. It was huge, and used to smoke meat (the only way to preserve it at that time) and the heat and the smoke produced were also used, with that very high chimney, to heat the upper noble floor.
Plus the inner courtyard is gorgeous: it still has all of the XIV century wall frescoes, very well preserved even if the courtyard is open: the roof runs on the square building leaving the inner court open, therefore snow, rain, sun, all of it could have compromised the frescoes but they're still magnificent.
Per quanto riguarda i bambini, vi rivelerò un segreto: dite loro che devono fare una caccia al tesoro (e in ogni caso la signora che ci ha guidato nel nostro giro è stata davvero gentile e carina con i bambini e suggeriva loro di infilarsi in posti dove agli adulti non era permesso entrare, li invitava a sedersi sui sedili di pietra sotto le finestre, ecc... rendendo la visita più divertente per loro), e fate loro cercare piccole o grandi visi nascosti e scolpiti in mensole di pietra o di legno, o nei muri del castello...Dopo che ne avranno trovato qualcuno, potete raccontare loro di che si tratta: sono figurette apotropaiche di origine celtica, che dovevano tenere lontani gli spiriti cattivi e il male, lontano dalla famiglia e dalla sua casa. E in ogni caso, se non riuscite a vederle, ne troverete una proprio al primo piano accanto a una porta vicinissima a un immenso camino e ben otto in cima alle torri...dovete solo aguzzare la vista!
As for the children, I'll reveal you a secret: tell them they have to go on a treasure hunt (by the way, the lady who guided us in the tour was really pleasant and she suggested the children to spot things in certain areas where adults couldn't go, invited them to seat on the stone benches under the windows, etc...making the tour funny for them), and find tiny or larger faces hidden in stone or wooden shelves, or in walls of the castle... After they find some you can tell them what they are: they're apotropaic figurines of Celtic origin, meant to keep bad spirits and evil away from the family and the house. And anyway you can find one on the first floor near a door next to a fireplace and eight on top of the towers...you just have to look very well :)
Dopo aver cercato tutte le figurine e dopo averl individuate tutte, abbiamo lasciato il castello e siamo andati a cena ad Aosta, dove avevamo già adocchiato nel pomeriggio una piccola birreria artigianale con cucina (B63) in centro, vicina alla cattedrale: ci siamo dietti lì e abbiam cenato benone tutti e quattro, con assaggio di una birra scura di produzione propria, ottima.
E così finisce il giorno numero uno!
Siamo andati a nanna per il meritato riposo e per prepararci con nuove energie per il giorno seguente, altrettanto se non più intenso ancora!
After looking for all of the figurines and after spotting all of them, we left the castle and went for a dinner in Aosta, where we had already spotted an artisan brewery with kitchen (B63) in the centre of town, and we headed there and ate in a very good way, all four of us, tasting a dark beer made by themselves.
Day one ends here! We went to bed to have a well deserved rest and to be ready for the following intense day!
mercoledì 10 aprile 2013
La mostra Leonardo in 3D
La nostra Pasqua è stata, lavoretti vari a parte, un po' funestata dal maltempo. Normalmente il maltempo non ci ferma, ma questa volta le settimane di piogge torrenziali e di freddo ci hanno frenato un po' e non abbiamo fatto programmi, oltre al fatto che tutte le nostre buone intenzioni e quasi-programmi sono state disdette all'ultimo minuto.
Quindi un po' ci si annoiava ed eravamo alla ricerca di qualcosa di interessante da fare per uscire un po' e prendere anche un pochino di aria fresca e umida di pioggia, dopo aver passato il giorno di Pasqua con la bisnonna.
Dopo aver, sempre all'ultimo minuto a causa delle disdette di cui sopra, valutato alcune alternative, abbiamo optato per una gita a Milano, a rivedere il Duomo e la Galleria e per visitare la Mostra su Leonardo in 3D, che prometteva di essere molto affascinante.
Si tratta di una mostra costruita, letteralmente, da un gruppo di studio che si sta occupando ormai da anni di realizzare in 3D i modelli che Leonardo aveva progettato e magari mai realizzato, sia perchè non sempre c'erano le tecnologie necessarie a realizzare le sue straordinarie e avveniristiche macchine, sia perchè non gli sarebbe bastata l'intera vita per realizzare anche solo una parte delle sue fantastiche invenzioni.
Leonardo da Vinci esercita su ogni bambino un'attrazione fortissima, perchè è stato un vero genio, un genio a tutto tondo, capace di ogni cosa, e ai bambini quest'idea di onnipotenza, di possibilità infinite, piace assai e corrisponde loro, che sono uomini ancora in potenza e quindi in un certo senso con ancora tutte le possibilità della vita aperte davanti a loro.
Lo scorso anno abbiamo visitato L'Ultima Cena, in un altro post vi parlerò anche di questo.
Quindi i miei bimbi, per quanto il secondo sia ancora piccino, avevano già avuto modo di vedere da icino e dal vivo un'opera incredibile, indimenticabile, e di coglierne la straorinarietà, con tutta la sua storia di essere sopravvissuta alle stesse sperimentazioni di LEonardo, in primo luogo, e ai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale in ultima battuta (nonchè al tempo e a mille altre ingiurie).
Questa mostra si presentava come ancora più affascinante e comprensibile, soprattutto per un bimbo piccolo, e col vantaggio che fino ai sei anni inclusi non avrebbero nemmeno pagato il biglietto, che, diciamocelo, è notevole non sapendo quanto a lungo un bimbo di 4-5 anni possa reggere e quanta folla ci possa essere in un'occasione come questa.
LA mostra presenta modelli in 3D di macchine straordinarie, realizzate a partire dai numerosi disegni di Leonardo che si trovano sparpagliati su fogli diversi e addirittura in Codici diversi. Così per realizzarne una, per dire, ci vogliono studi lunghissimi, per capire se mancano dei pezzi se essi si trovino su altri fogli o in altri Codici. Non solo, è molto interattiva nel senso che esistono numerosissime postazioni interattive che spiegano la storia di Leonardo inventore e le macchine stesse. Si apre con un grande touchscreen dove si comincia a scoprire la personalità e le attività di LEonardo, e ci sono anche dei "giochi" didattici che aiutano a meglio comprendere.
Cominciano poi le ricostruzioni in 3D, in legno e altri materiali, circondate ognuna dalle copie dei disegni da cui sono state tratte le informazioni per realizzarle, e da una postazione touchscreen su cui poter leggere la storia dell'invenzione, se sia mai stata realizzata o no, e un gioco che aiuta a costruire con i tantissimi pezzi necessari, mettendoli nella giusta sequenza, la stessa macchina che è visibile in 3D, ed eventualmente, laddove funzioni davvero, a farla funzionare sullo schermo.
Seguono poi altri grandi touchscreen con altre spiegazioni sui disegni, sulle invenzioni e sui Codici leonardeschi.
FRa le ricostruzioni presenti, il soldato-automa che doveva essere posto a guardia sulle mura delle fortificazioni, la nave-mitragliatrice multipla, la macchina del tempo (aka macchina del moto perpetuo), il sottomarino che tanto ricorda gli U-bot della seconda guerra mondiale (e ti fanno domandare se dopo Leonardo sia realmente stato inventato qualcosa di nuovo), due macchine volanti, la viola-cembalo (realmente funzionante), il leone-robot (realmente funzionante, fu davvero realizzato e utilizzato per stupire il re di Francia e illustrargli le capacità tecniche e tecnologiche di Leonardo), il ponte autoportante, il ponte girevole, quello a due piani...
Un'infinita sequenza di cose interessantissime.
Abbiamo avuto la fortuna di scegliere la mattina, perciò la mostra era pochissimo affollata. C'è stata anche data la possibilità, pur essendovi un punto ristoro (è tutto molto piccolo), di uscire per pranzare e tornare poi dentro, a quel punto i bimbi erano stanchissimi, e anche un po' noi, anche per il caldo eccessivo nelle sale.
E al ritorno (molto più affollata al pomeriggio, per quanto primo pomeriggio) abbiamo visitato quella che considererei la seconda parte della mostra, dove viene prima di tutto analizzato e illustrato il celebre autoritratto di Leonardo da vecchio (che poi non è un autoritratto, sia perchè somaticamente non somiglia al Leonardo degli altri autoritratti, sia perchè se lo avesse fatto da così vecchio il tratto non sarebbe stato così deciso e fermo), e con un bellissimo rendering in 3D viene epurato dalle terribili macchie di ruggine che ormai lod eturpano e reso molto piùà leggibile e analizzato in molti suoi dettagli su un enorme touchscreen.
Poi una gran parte della sala è dedicata alla famosissima Ultima Cena e al suo restauro, analizzato anche qui in tutti i dettagli e reso come deve essere stato all'origine (cose che con le nuove teorie dei restauri conservativi non si fa più sul dipinto stesso, ma si può fare nel rendering digitale), quindi con tutti i significati che sono andati perduti sia per l'illeggibilità a un occhio profano dei pochi resti di alcune cose ritratte (la saliera rovesciata da Giuda, per esempio), sia perchè al giorno d'oggi molti signficiati ci sfuggono, non essendo più abituati a leggere per immagini come allora (o forse no...),
Un altro grande touchscreen è poi dedicato alla Monna Lisa, e infine delle teche sono sistemate dove c'è l'area ristoro con riproduzioni in scala minore di altri disegni tecnici.
Una mostra davvero bella e coinvolgente, anche per i bambini che hanno la possibilità di interagire attraverso i touchscreen e , quasi lo dimenticavo, di cimentarsi con legni veri nella ccostruzione del ponte autoportante!
Ho scattato due foto, vedendo che altre persone lo facvano, ma mi sono poi accorta che all'ingresso c'era scritto che non si poteva fare, quindi non le pubblico, ma vi rimando al sito ufficiale della Mostra
Dove
Nel cuore di Milano, entrando in Galleria da Piazza della Scala , nelle Sale del Re.(L'ingresso è ben visibile, non preoccupatevi)
Quando:
dal 1 Marzo al 31 Luglio 2013
dalle 10.00 alle 23.00
Quindi un po' ci si annoiava ed eravamo alla ricerca di qualcosa di interessante da fare per uscire un po' e prendere anche un pochino di aria fresca e umida di pioggia, dopo aver passato il giorno di Pasqua con la bisnonna.
Dopo aver, sempre all'ultimo minuto a causa delle disdette di cui sopra, valutato alcune alternative, abbiamo optato per una gita a Milano, a rivedere il Duomo e la Galleria e per visitare la Mostra su Leonardo in 3D, che prometteva di essere molto affascinante.
Si tratta di una mostra costruita, letteralmente, da un gruppo di studio che si sta occupando ormai da anni di realizzare in 3D i modelli che Leonardo aveva progettato e magari mai realizzato, sia perchè non sempre c'erano le tecnologie necessarie a realizzare le sue straordinarie e avveniristiche macchine, sia perchè non gli sarebbe bastata l'intera vita per realizzare anche solo una parte delle sue fantastiche invenzioni.
Leonardo da Vinci esercita su ogni bambino un'attrazione fortissima, perchè è stato un vero genio, un genio a tutto tondo, capace di ogni cosa, e ai bambini quest'idea di onnipotenza, di possibilità infinite, piace assai e corrisponde loro, che sono uomini ancora in potenza e quindi in un certo senso con ancora tutte le possibilità della vita aperte davanti a loro.
Lo scorso anno abbiamo visitato L'Ultima Cena, in un altro post vi parlerò anche di questo.
Quindi i miei bimbi, per quanto il secondo sia ancora piccino, avevano già avuto modo di vedere da icino e dal vivo un'opera incredibile, indimenticabile, e di coglierne la straorinarietà, con tutta la sua storia di essere sopravvissuta alle stesse sperimentazioni di LEonardo, in primo luogo, e ai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale in ultima battuta (nonchè al tempo e a mille altre ingiurie).
Questa mostra si presentava come ancora più affascinante e comprensibile, soprattutto per un bimbo piccolo, e col vantaggio che fino ai sei anni inclusi non avrebbero nemmeno pagato il biglietto, che, diciamocelo, è notevole non sapendo quanto a lungo un bimbo di 4-5 anni possa reggere e quanta folla ci possa essere in un'occasione come questa.
LA mostra presenta modelli in 3D di macchine straordinarie, realizzate a partire dai numerosi disegni di Leonardo che si trovano sparpagliati su fogli diversi e addirittura in Codici diversi. Così per realizzarne una, per dire, ci vogliono studi lunghissimi, per capire se mancano dei pezzi se essi si trovino su altri fogli o in altri Codici. Non solo, è molto interattiva nel senso che esistono numerosissime postazioni interattive che spiegano la storia di Leonardo inventore e le macchine stesse. Si apre con un grande touchscreen dove si comincia a scoprire la personalità e le attività di LEonardo, e ci sono anche dei "giochi" didattici che aiutano a meglio comprendere.
Cominciano poi le ricostruzioni in 3D, in legno e altri materiali, circondate ognuna dalle copie dei disegni da cui sono state tratte le informazioni per realizzarle, e da una postazione touchscreen su cui poter leggere la storia dell'invenzione, se sia mai stata realizzata o no, e un gioco che aiuta a costruire con i tantissimi pezzi necessari, mettendoli nella giusta sequenza, la stessa macchina che è visibile in 3D, ed eventualmente, laddove funzioni davvero, a farla funzionare sullo schermo.
Seguono poi altri grandi touchscreen con altre spiegazioni sui disegni, sulle invenzioni e sui Codici leonardeschi.
FRa le ricostruzioni presenti, il soldato-automa che doveva essere posto a guardia sulle mura delle fortificazioni, la nave-mitragliatrice multipla, la macchina del tempo (aka macchina del moto perpetuo), il sottomarino che tanto ricorda gli U-bot della seconda guerra mondiale (e ti fanno domandare se dopo Leonardo sia realmente stato inventato qualcosa di nuovo), due macchine volanti, la viola-cembalo (realmente funzionante), il leone-robot (realmente funzionante, fu davvero realizzato e utilizzato per stupire il re di Francia e illustrargli le capacità tecniche e tecnologiche di Leonardo), il ponte autoportante, il ponte girevole, quello a due piani...
Un'infinita sequenza di cose interessantissime.
Abbiamo avuto la fortuna di scegliere la mattina, perciò la mostra era pochissimo affollata. C'è stata anche data la possibilità, pur essendovi un punto ristoro (è tutto molto piccolo), di uscire per pranzare e tornare poi dentro, a quel punto i bimbi erano stanchissimi, e anche un po' noi, anche per il caldo eccessivo nelle sale.
E al ritorno (molto più affollata al pomeriggio, per quanto primo pomeriggio) abbiamo visitato quella che considererei la seconda parte della mostra, dove viene prima di tutto analizzato e illustrato il celebre autoritratto di Leonardo da vecchio (che poi non è un autoritratto, sia perchè somaticamente non somiglia al Leonardo degli altri autoritratti, sia perchè se lo avesse fatto da così vecchio il tratto non sarebbe stato così deciso e fermo), e con un bellissimo rendering in 3D viene epurato dalle terribili macchie di ruggine che ormai lod eturpano e reso molto piùà leggibile e analizzato in molti suoi dettagli su un enorme touchscreen.
Poi una gran parte della sala è dedicata alla famosissima Ultima Cena e al suo restauro, analizzato anche qui in tutti i dettagli e reso come deve essere stato all'origine (cose che con le nuove teorie dei restauri conservativi non si fa più sul dipinto stesso, ma si può fare nel rendering digitale), quindi con tutti i significati che sono andati perduti sia per l'illeggibilità a un occhio profano dei pochi resti di alcune cose ritratte (la saliera rovesciata da Giuda, per esempio), sia perchè al giorno d'oggi molti signficiati ci sfuggono, non essendo più abituati a leggere per immagini come allora (o forse no...),
Un altro grande touchscreen è poi dedicato alla Monna Lisa, e infine delle teche sono sistemate dove c'è l'area ristoro con riproduzioni in scala minore di altri disegni tecnici.
Una mostra davvero bella e coinvolgente, anche per i bambini che hanno la possibilità di interagire attraverso i touchscreen e , quasi lo dimenticavo, di cimentarsi con legni veri nella ccostruzione del ponte autoportante!
Ho scattato due foto, vedendo che altre persone lo facvano, ma mi sono poi accorta che all'ingresso c'era scritto che non si poteva fare, quindi non le pubblico, ma vi rimando al sito ufficiale della Mostra
Dove
Nel cuore di Milano, entrando in Galleria da Piazza della Scala , nelle Sale del Re.(L'ingresso è ben visibile, non preoccupatevi)
Quando:
dal 1 Marzo al 31 Luglio 2013
dalle 10.00 alle 23.00
martedì 15 gennaio 2013
Luoghi magici: Berna con i bambini
Di recente siamo stati a Berna con i bambini, nella capitale della Confederatio Helvetica.
Berna è una città medioevale bellissima, sebbene i maligni di altri cantoni e molti stranieri dicano che Berna è grande il doppio del cimitero di Vienna e ci si diverta la metà.
Le vie centrali, pedonali, attraversate da tram silenziosissimi, sono bellissime: portici per tutta la lunghezza (sei chilometri di portici), negozietti incredibili, pieni di fascino, di oggetti insoliti, di libri ricercati, piccole botteghe artigiane e non che difficilmente si trovano, ormai, nei centri di grandi città e grandi capitali, ormai affollate di catene internazionali standardizzate nel look e nell'offerta.
Berna è una città medioevale bellissima, sebbene i maligni di altri cantoni e molti stranieri dicano che Berna è grande il doppio del cimitero di Vienna e ci si diverta la metà.
Le vie centrali, pedonali, attraversate da tram silenziosissimi, sono bellissime: portici per tutta la lunghezza (sei chilometri di portici), negozietti incredibili, pieni di fascino, di oggetti insoliti, di libri ricercati, piccole botteghe artigiane e non che difficilmente si trovano, ormai, nei centri di grandi città e grandi capitali, ormai affollate di catene internazionali standardizzate nel look e nell'offerta.
martedì 30 ottobre 2012
Un luogo meraviglioso: la Fondazione Minoprio
Domenica
siamo stati incerti fino all'ultimo: volevamo andare a visitare il Parco della fondazione Minoprio durante la sua ultima domenica di apertura autunnale (il parco è accessibile al pubblico solo nei giorni di domenica in ottobre e in aprile, in occasione della manifestazioni autunnali e primaverili), ma al mattino diluviava e non sembrava voler smettere. Il parco ha sede nella Villa Raimondi
di Vertemate con Minoprio e fa oggi parte dell'associazione I Grandi Giardini Italiani. E' sede di una scuola di agraria, ed è la casa di numerose serre a tema: la serra tropicale, il giardino mediterraneo, le splendide collezioni di cameli e azalee, gli incredibili aceri giapponesi, le piante da frutto, i cespugli e i fiori....un incredibile varietà di colori e profumi in un'oasi di quiete e verde.
di Vertemate con Minoprio e fa oggi parte dell'associazione I Grandi Giardini Italiani. E' sede di una scuola di agraria, ed è la casa di numerose serre a tema: la serra tropicale, il giardino mediterraneo, le splendide collezioni di cameli e azalee, gli incredibili aceri giapponesi, le piante da frutto, i cespugli e i fiori....un incredibile varietà di colori e profumi in un'oasi di quiete e verde.
Iscriviti a:
Post (Atom)





















