sabato 22 febbraio 2014

Il Piccolo Principe: il settantesimo anniversario e una mostra davvero speciale

Il Piccolo Principe è un libro che, nonostante tutti ne parlino e decisamente molti dichiarino di amare,  ho conosciuto tardi e non ho amato particolarmente. Ciò non toglie nulla al fascino e al contenuto di questo piccolo libriccino, che, a mio modesto parere, non è un libro per bambini, anche se viene loro spesso proposto.

Anzi, è un libro dai contenuti un po' ostici anche per gli adulti e personalmente  non lo amo in quanto libro per bambini, mentre lo trovo affascinante come adulta.




D'altra parte, Alexandre de Saint-Exupéry non era uno scrittore di libri per l'infanzia, questo fu il suo unico "libro per bambini": alla sua partenza per una missione militare, fece dono a Silvia Hamilton, sua amica, di tutti gli originali, perchè non aveva null'altro di straordinario e prezioso da regalarle.



Ciò che non molti sanno è che il libro fu scritto da Saint-Exupéry settant'anni fa a New York e Long Island, non in patria, anche se lo scrisse comunque in francese, dato che non ebbe mai padronanza della lingua inglese.



L'autore visse per due anni a NY, al culmine della guerra, e nel 1943 gli venne richiesto di fare dei voli di ricognizione in Africa e, nonostante avesse richiesto più volte di esserne esonerato, dato che aveva superato l'età di legge per fare il pilota in zone di guerra (aveva allora 43 anni), partì. Poco prima di partire apparve alla porta dell'amica Silvia Hamilton e lasciò, con le parole menzionate sopra, un sacchetto stropicciato di carta sul suo tavolino d'ingresso: conteneva i manoscritti originali de Il Piccolo Principe, con gli acquerelli originali dell'autore, con tanto di macchie di caffè e bruciature.





La Morgan Library di New York acquistò gli originali nel 1968.



Nel 1944 Saint-Exupéry parti in missione di ricognizione e non fece ritorno: aveva 44 anni, e ciò ha aggiunto un qualcosa di magico, di bizzarro al fatto che il Piccolo Principe vide tramontare esattamente  44 volte il sole.



Il Piccolo Principe fu pubblicato in Francia solamente due anni dopo la sua morte. In realtà anche negli USA all'inizio ebbe un successo modesto, rimase nella lista dei best-seller del New York Times per sole due settimane e, se confrontato con i suoi diari, che vi rimasero 20 settimane, fu davvero pochino.  Ciò fu forse dovuto al fatto che si trovava in una specie di limbo (e sì, è la mia opinone, ma non soltanto la mia) fra i libri per bambini e la fiaba filosofica per adulti. Ma forse è proprio qui che si trova poi la magia del libro. Oggi è tradotta in 260 lingue e dialetti del mondo e viene costantemente ristampato.



In occasione del 70mo anniversario dalla prima pubblicazione, la Morgan Library ha organizzato una mostra che esplora il processo creativo di Saint-Exupéry attraverso i manoscritti originali e gli acquerelli, gli stessi regalati a Silvia Hamilton nel 1943, includendo  gli schizzi, gli scritti e gli acquerelli che egli escluse dalla pubblicazione finale.  Tenuto conto che il manoscritto originale conta circa 30.000 parole, ovvero il doppio di quelle del libro pubblicato, è chiaro che il processo creativo e di selezione finale fu complesso. 



La Mostra The Little Prince: A New York Story include le ultime fotografie scattate a Saint-Exupéry  dal fotografo della famosa rivista LIFE, John Phillips, che riferisce anche quella che si ritiene essere la sola testimonianza di ciò che raccontò l'autore in merito all'ispirazione che gli fece scrivere il libro:



"Quando chiesi a Saint-Ex come era entrato nella sua vita il Piccolo Principe, egli mi disse che un giorno, guardando quello che credeva essere un foglio bianco, vide una piccola figura che sembrava quella di un bambino. "Gli chiesi chi fosse", disse Saint-Ex, "Sono il Piccolo Principe", fu la risposta.



Uno dei materiali più belli in esposizione, a parte gli originali ovviamente,  è una recensione del libro del 1943 scritta da P.L. Travers per la New York Herald Tribune, in cui il giornalista, con grande sensibilità, rendeva esplicito  il motivo per cui il libro esercita un'attrazione profonda e senza tempo:



"I bambini vedono in modo naturale con il cuore, l'essenziale per loro è chiaramente visibile. La piccola volpe li commuove per il semplice fatto di essere una volpe. Non avranno bisogno del suo segreto fino a quando lo avranno dimenticato e dovranno ritrovarlo. Penso perciò che il Piccolo Principe splenderà su di loro con un bagliore laterale. Li colpirà in qualche luogo che non è la mente e brillerà in quel luogo finchè arriverà il momento per loro di comprenderlo e capirlo con la mente.  Anche se, scrivendo ciò.mi rendo conto di stare tirando una linea fra adulti e bambini....e non credo che quella linea esista. "



Finalmente qualcuno che pensa quel che penso io, cioè che non è un vero libro per bambini e che non esiste o non dovrebbe esistere una linea di demarcazione fra il mondo adulto e quello dell'infanzia.



Esiste anche, in occasione del 70mo, una edizione del 70mo anniversario che include tutti i disegni originali a colori di Saint-Exupéry, per ora in inglese e francese, con CD audio allegato, acquistabile qui: The Little Prince 70th Anniversary Gift Set




La favolosa mostra della Morgan Library durerà fino al 27 Aprile 2014, se avete la fortuna di capitare a NY da qui ad allora e siete degli appassionati, fateci un salto!

Feltrinelli, in Italia, dedica all'anniversario una serie di eventi in diverse città: 
Eventi dedicati al Piccolo Principe:
Presentazioni "Festeggia i 70 anni del Piccolo Principe con Grom" nei punti vendita laFeltrinelli di:
 

  • Milano piazza Piemonte - martedì 21 maggio ore 18.00
  • Firenze Via de’ Cerretani, 30/32 - venerdì 24 maggio ore 18.00
  • Mestre Piazza XXVII ottobre 1 - lunedì 27 maggio ore 18.00
  • Genova Via Ceccardi, 16r - mercoledì 29 maggio ore 18.00

A Torino in occasione del Salone del Libro:
 

  • Sabato 18 maggio: incontro "Buon compleanno Piccolo Principe! Buon compleanno Grom!" con Oliver d’Agay, Guido Martinetti, Federico Grom Arena Bookstock ore 15.30 - 16.30

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